Epatite E . È la carne di maiale  la principale fonte di infezione in Europa

epatite E

Segnalati oltre 21 mila casi di epatite E in 10 anni, derivanti dal consumo di carne di maiale. Come comportarsi

L’ epatite E è  una malattia del fegato causata dal virus dell’epatite è HEV.

I soggetti che contraggono questa malattia non presentano sintomi o perlomeno non sono immediati e alquanto lievi.

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Tuttavia, specialmente per coloro che già presentano un danno epatico, possono portare delle insufficienze epatiche che possono risultare fatali.

Il periodo di incubazione può andare dalle 2 alle 6 settimane ed è particolarmente pericolosa in gravidanza.

Sintomi

L’infezione da epatite E è  più pericolosa rispetto a quella di tipo A, ed è sempre in forma acuta, mai cronica, con febbre, dolori addominali ,urine scure, ittero, nausea.

Tutti i sintomi che si risolvono in poche settimane.

In pochi casi può davvero compromettere la funzionalità epatica, ma per chi è soggetto a rischio può essere molto pericolosa.

Come si contrae l’ epatite E

In passato, la principale fonte di infezione era l’acqua contaminata, specialmente quella bevuta durante i viaggi fuori dall’Europa.

Ora il cibo purtroppo, veste riveste un ruolo fondamentale nella trasmissione della malattia come quanto spiegato da Girones, presidente del gruppo di lavoro dell‘EFSA sull’ epatite E , che ha dichiarato nel documento sui rischi associati all’infezione 

“Anche se non è diffusa quanto altre malattie trasmesse da alimenti, l’epatite e è emotivo di crescente preoccupazione nell’Unione europea”

Il cibo sotto accusa è la carne di maiale, specialmente quella poco cotta o cruda.

Sono proprio gli esperti del gruppo scientifico EFSA che tendono a sottolineare i pericoli biologici derivanti dal consumo di questo tipo di carne.

È importante quindi sensibilizzare l’opinione pubblica specialmente su la provenienza di tali carni e i metodi di cottura, che devono essere ben effettuati.

Cosa bisogna sapere

Un tempo si pensava che fosse una malattia tipica dei paesi in via di sviluppo, particolarmente diffusa in Medio Oriente, Messico, India e Africa, con incidenza prevalente tra i 15 e i 40 anni.

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Bisogna sapere invece, che questa infezione inizia ad essere diagnosticata con maggior frequenza anche in Occidente.

Fortunatamente questa malattia è ancora rara del nostro Paese secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

Cosa fare

Alla luce di questa notizia, vediamo di dare dei suggerimenti , che non vogliono essere assolutamente allarmistici ma consapevoli è utile per un consumo equilibrato e soprattutto sicuro.

Innanzitutto, prima di prendere qualsiasi precauzione bisogna capire..

Come avviene il contagio

Per le autorità europee, dietro  questo aumento dell’incidenza di contrarre l’epatite e c’è una maggiore consapevolezza delle cause, che possono essere legate le abitudini alimentari.

La continuazione viene per via oro-fecale, che è la fonte più comune di infezione insieme all’acqua contaminata.

Fortunatamente non tipica delle nostre aree geografiche.

 Tuttavia, nei paesi occidentali come abbiamo detto si sono verificati dei casi dopo il consumo di carni o estratti di maiale, cinghiale o di cervo poco cotto o non cotto.

Recentemente è stata registrata un’epidemia su una nave da crociera dopo il consumo di molluschi come spiegato dal dottor Ceriani a Humanitas salute.

La prevenzione dell’epatite E,  si basa su:

  • una buona igienizzazione.
  • La disponibilità di acque non infette specialmente consigliato per i viaggiatori verso i paesi a rischio.
  • Sull’evitare il consumo di carne di maiale e selvaggina non ben cotta.
  • Sul controllo della provenienza e della qualità del prodotto.

Se hai trovato utile questo articolo, per un consumo più consapevole, condividilo con gli altri.

Grazie , alla prossima.

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