Equitalia. La guida per annullare il debito di una cartella pazza

debito

Per annullare il debito e bloccare la riscossione di una cartella pazza Equitalia, esistono diversi metodi. Vediamo come applicarli

Ritorniamo ad affrontare il tema Equitalia in questo articolo, cercando di fornire una semplice ed utile guida per coloro che hanno ricevuto una cartella esattoriale, e quindi un debito non proprio in linea con quanto si ritiene di dover pagare.

 

Prima di tutto vediamo i principi base per riconoscere una cartella pazza

 

Come si riconosce una cartella pazza

Ovviamente, prima di iniziare la procedura per veder riconosciuto il nostro diritto a non saldare una notifica,dobbiamo avere la certezza che siamo in presenza di una richiesta palesemente ingiusta.

la richiesta è ingiusta quando:

  • quando il diritto di credito è andato in prescrizione
  • quando il diritto di credito è decaduto
  • quando abbiamo ottenuto un provvedimento di sgravio dall’ente titolare del credito (ad esempio da un Comune o dall’Inps)
  • quando un provvedimento amministrativo ha sospeso l’efficacia stessa della cartella in questione
  • quando la sentenza di un giudice ha annullato la cartella pazza
  • quando in effetti sappiamo di aver già provveduto al pagamento della cartella in oggetto

La domanda

Per presentare la richiesta di sospensione , è sufficiente compilare l’apposito modulo che si trova nel sito dell’ente Equitalia, alla sezione ‘Sospensione’.

Vi forniamo qui il link Sospensione

oppure potete rivolgervi  presso gli sportelli locali.

L’istanza

  • l’istanza deve essere motivata (devi cioè spiegare i motivi per cui non devi pagare, che devono rientrare tra quelli appena elencati) e accompagnata da un documento di riconoscimento e da tutta la documentazione in merito.debito

 

  • La domanda può essere presentata una volta sola e va inviata, pena la decadenza, entro 60 giorni da quando Equitalia notifica la cartella (o il diverso atto di riscossione).

 

  • Una volta ricevuta la domanda, Equitalia si fa carico di trasmetterla all’ente creditore e, in attesa della risposta, sospende le procedure di riscossione: se l’ente non risponde entro 220 giorni, il tuo debito è annullato.

Un’altra alternativa è quella di richiedere la sospensione dell’annullamento del debito direttamente all’ente creditore.

Casi pratici

  • Se ad esempio nella cartella risultano dei contributi previdenziali, l’annullamento va chiesto all’Inps,
  • se risultano delle imposte non pagate, deve essere richiesto all’Agenzia delle Entrate o al comune, a seconda della natura del tributo.

In questo caso se l’ente riconosce che la pretesa è corretta, e la accetta annulla il debito emettendocomunicazione aEquitalia.
In caso di risposta negativa di Equitalia o dell’ente creditore, o in assenza di risposta, per annullare il debito si deve presentare un ricorso giudiziale.

 

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Richiedere la sospensione direttamente a Equitalia, anziché all’ente creditore o al giudice, è senz’altro più conveniente.

perché, mentre negli ultimi due casi Equitalia è tenuta per legge ad andare avanti con le procedure di riscossione finché l’ente creditore non le trasmette il provvedimento di annullamento del debito, nella prima ipotesi la riscossione è immediatamente sospesa in attesa che l’ente creditore corregga l’errore.

 

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Jessica è una studentessa e lavoratrice nel campo digital marketing, ha cominciato ad occuparsene quando ha capito che poteva trasformare il lavoro nella passione per il benessere, la crescita personale, il vivere quotidiano. E da allora non ho mai smesso di produrre qualsiasi guida utile, ad un miglioramento della qualità della vita.

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