Il posto fisso non esiste più , mettetevelo in testa. Cose da fare

il posto fisso

Che sia per la crisi economica, per  gli interventi sbagliati,  per la società che cambia , il lavoro è cambiato il posto fisso non esiste più. Le soluzioni sono due, soffrirne o modificarsi di conseguenza. Alcune cose da fare.

Stiamo assistendo a una trasformazione sociale in atto nell’ultimo decennio, e consiste nella forte precarizzazione del mondo del lavoro, il posto fisso, il contratto a tempo pieno, quello conosciuto come indeterminato, ha ceduto il posto a lavori più instabili e flessibili .

Tale instabilità, non solo economica, ma anche psicologica, rende difficile l’autonomia economica da parte delle famiglie e dai più giovani.

Purtroppo, non potendo fare i miracoli, non siamo qui in questa sede a dare una soluzione diretta a un lavoratore, di degno rispetto, che si è visto perdere il proprio posto dopo diversi anni , o a un giovane studente che non riesce ad acquisire un contratto che vada oltre il mese o i voucher.

Colpa del lavoratore o dello studente? Certamente no, il nostro paese ha visto attraversarsi dalla gestione più incapace possibile, ma in questa sede non parleremo delle manovre politico-economiche errate.

 

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Vogliamo renderci consapevole di una cosa, il posto fisso è morto.

Una cosa c’è da dire, c’è sicuramente il problema  della disoccupazione, il 22 % della popolazione italiana tra i 15 e i 29 anni non studia ne lavora, ma oltre che un problema politico ed economico si tratta anche di un problema culturale.

Troppa gente ancora attaccata al posto fisso, magari statale e al lavoro dipendente.

Preferiamo spesso aspettare un posto fisso che non arriverà mai piuttosto che darci da fare per tentare di cambiare le cose. 

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Analizziamo la situazione.

 

Lavori che non esistono più

Che siano belli o brutti, che richiedano buone capacità professionali o meno, ci sono dei lavori che non esistono più o meglio esistono, ma esiste un modo diverso di condurli e svilupparli.

Possiamo fare l’esempio del parrucchiere.

Il parrucchiere o il barbiere  è un lavoro antichissimo, però ci sono alcuni di questi professionisti che stanno vedendo la fame, alcuni che stanno ricevendo notorietà oltre al guadagno economico.

Qual è la differenza? È proprio nel modo di condurre il proprio lavoro, che si basa sull’approccio allo sviluppo tecnologico e alla globalizzazione.

 

Sviluppo tecnologico e incapacità di adattarsi.

Quali sono i fattori principali che determinano il successo o l’insuccesso?

Sicuramente l’approccio a questi tre elementi:

  • lo sviluppo tecnologico,
  • la globalizzazione,
  • l’incapacità di adattamento ad entrambe.

Facciamo un esempio, forse banale ma efficace.

Le carrozze non esistono più perché sono state sostituite dalle automobili.

L’automobile è decisamente migliore della carrozza perché è migliore in termini generali, è più efficiente, è più rapida, elimina tutti i problemi costituiti dalla precedente carrozza.

Si chiama progresso tecnologico.

Se sparisce la carrozza, sparisce anche chi guida la carrozza , chi produce un pezzo per la costruzione della carrozza, chi vende la carrozza ecc.

E’ evidente quindi che lo sviluppo tecnologico porta con se, inevitabilmente, la fine di alcune figure professionali.

In questo caso si hanno due possibilità.

O chiudere l’attività e licenziare tutti i lavoratori dipendenti, o  iniziare a produrre automobili.

 

La globalizzazione

 Molte aziende italiane hanno chiuso i battenti perché non sono riusciti ad adeguarsi allo sviluppo tecnologico.

Sì certo, causa principale sono anche i politici e gli pseudo imprenditori da strapazzo che ormai infestano il nostro paese, ma, proviamo per una volta a vedere oltre.

Abbiamo detto che, dei fattori fondamentali, in qualsiasi attività si voglia cimentarsi, sono lo sviluppo tecnologico e  la globalizzazione.

La globalizzazione è quando puoi ordinare, ad esempio, con molta facilità, davanti internet, un prodotto dalla Germania, dalla Francia piuttosto che dall’Australia.

Quest’ultimo ti arriverà in pochi giorni a casa.

Perché accade questo?

È un meccanismo  troppo perverso e complesso da spiegare.

Diciamo che alle aziende conviene di più produrre fuori dall’Italia e all’Italia conviene di più acquistare dall’estero .

Forse non lo sai ma la Barilla non compra il grano prodotto in Italia , i contadini italiani di conseguenza non producono più grano perché non conviene più.

Ci sono dei paesi emergenti come la Cina perché offrono lavoro a prezzo bassissimo e la gente lavora come schiavi . È evidente quindi che le aziende italiane iniziano a spostarsi fuori dall’Italia .

 

La soluzione

Ora che hai il quadro generale un po’ più chiaro, sarai consapevole che il posto fisso ormai è quasi un’utopia.

Tra i consigli che ti suggeriamo è quello di abituarti alla cosiddetta flessibilità.

La flessibilità consiste nel cambiare lavoro frequentemente, per cambiare lavoro frequentemente però, occorrono dei presupposti e specialmente delle capacità, dei valori professionali che dovrai acquisire nel tempo.

È proprio qui che casca l’asino,  perché il  mercato del lavoro italiano è stato sempre basato sul titolo di una figura professionale piuttosto che sul valore che tale figura professionale apporta  effettivamente alla società, all’economia, alle altre persone.

Questo ti costerà lavorare tanto su te stesso, perché questa volta non avrai  sempre chi ti dirà cosa fare e quando farlo, ma dovrai acquisire delle capacità  di autogestione e quelle imprenditoriali.

Non so come tu la pensi, ma i politici non hanno alcuna intenzione di aiutarti in questo scopo, per questo il lavoro te lo devi creare.

Per creartelo, lo devi studiare.

Andare all’università?

Certo, è importante per acquisire una formazione di background, ma studiare non significa soltanto andare università.

Frequentare dei corsi più rapidi, più pratici, indirizzarti al mondo del lavoro.

Vuoi passare  degli anni a studiare solo delle cose teoriche che non userai del mondo del lavoro?

Purtroppo accade qui, a meno che tu non voglia studiare in Inghilterra o in America.

Se vuoi lavorare ad esempio su internet , non dovrai richiedere grossi finanziamenti e possedere grossi capitali. Per lavorare su internet devi possedere le giuste competenze, per questo non ti consiglio di aspettare il posto fisso dall’alto, o il primo concorso dove se ti va bene, ci saranno 10 posti fissi su migliaia di candidati.

Inizia a capire quali sono le tue competenze e come svilupparle.

Se vuoi un altro piccolo aiuto smart, puoi leggere anche questo.

Addio posto fisso , il lavoro del futuro è senza uffici e da svolgere ovunque. Come adattarsi?

Alla prossima, augurandoti i migliori progressi.

La riproduzione è consentita solo se l’articolo non viene modificato, includendo i link  incorporati e riportando la fonte attiva. In tutti gli altri casi, la riproduzione è vietata.

 

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Jessica è una studentessa e lavoratrice nel campo digital marketing, ha cominciato ad occuparsene quando ha capito che poteva trasformare il lavoro nella passione per il benessere, la crescita personale, il vivere quotidiano. E da allora non ho mai smesso di produrre qualsiasi guida utile, ad un miglioramento della qualità della vita.

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