La cattiva abitudine di adattarci a ciò che NON ci rende felici

infelici

La felicità non fa male, lo sappiamo tutti, ma molto spesso c’è qualcosina che ce la porta via silenziosamente, e indolentemente, cioè l’abitudine ad adattarci a ciò che non ci rende felici . 

Come se indossassimo un vestito troppo stretto e , dopo un po’ ci accorgessimo di non essere in grado di camminare come vorremmo, di poterci muovere e allungare le braccia in avanti come vorremmo, per sentirci liberi e vivere davvero ed essere felici . 

Spirito di adattamento?

Non sempre, anzi, quasi mai.  Quello che a volte sembra esserci spirito di adattamento, è soltanto un auto-costrizione all’infelicità.

 

La Routine Quotidiana

Scendendo più a fondo possiamo dire che la routine è una fonte induttrice dell’adattamento.

Cosa significa?

Che quotidianamente andiamo a svolgere quei processi fisici e mentali, prevalentemente gli stessi, ai quali ci adattiamo.

E’ un tacito accordo tra noi e la vita quotidiana.

Potremmo definirlo un accordo un po’ ipocrita, ma che serve, per far girare il mondo.

La vita deve continuare fuori, irrequieta, perfetta, inaccessibile, mentre noi ne restiamo prigionieri.

Perché ci adattiamo?

Ci sono dei fattori più o meno variabili per i quali siamo soliti adattarci diventando infelici , essi possono variare fortemente in base alle individualità.

Tuttavia, quello predominante è la sicurezza.

Ci adattiamo per sentirci sicuri.

Associamo la sicurezza all’unico modo per sentirci felici.


Potremmo citare tra gli esempi più importanti :

  • la sicurezza di avere una relazione stabile, anche se ci tormenta, purché ci consenta magari di sposarci e raggiungere questa “tappa” della vita.
  • la sicurezza del lavoro anche se lo stesso ci rende infelici, poco produttivi, purché ben remunerato.
  • la sicurezza di non esporsi a cambiamenti, perché  sono pura minaccia alla sicurezza stessa.

Il cervello non ama i rischi, le minacce e i cambiamenti, per questo ci suggerisce quotidianamente di adattarci , anche se questo non ci rende felici.

La sicurezza è la garanzia della sopravvivenza.

Ci adattiamo per scappare dalla solitudine

Adattarsi non va sempre di pari passo con la felicità, perché in realtà non c’è nessun adattamento.

C’è chi continua a portare avanti un rapporto di coppia, anche se consapevolmente e tacitamente, si sa che non c’è un amore vero. L’ importante, per alcuni, è scappare dalla solitudine. 

Lo stesso capita a lavoro.

Si teme spesso a sminuire ciò che realmente potremmo fare. Lo si tende a sminuire anche nei colloqui o nel curriculum vitae, per rispettare  ciò che un’aziende vorrebbe sentirsi dire. Perché è l’unico modo di adattarsi a determinate gerarchie d’impresa.

E’ come un copione perfettamente recitato.

“Adattarsi o morire, rinunciare per sopravvivere”

Vale davvero la pena?

Perché adattarsi se siamo nati per essere felici?

Si vabbè, detta cosi sembra facile, certo che non lo è, ma basterebbe iniziare ad esserne consapevoli, pianificando, si, pianificando piccoli cambiamenti quotidiani per riuscire ad essere felici nel tempo, perchè..

Per essere felici bisogna prendere delle decisioni

La cosa più semplice da fare per noi è restare perennemente nella nostra zona di comfort.


Non pensiamo però che siamo geneticamente programmati per affrontare sfide e vivere, la felicità dipende fortemente da quello che siamo non dalle sicurezze che abbiamo.

 

Se vuoi leggi anche Hygge. La filosofia di vita Danese che fa felici le persone.

 

La vita moderna

La vita moderna ci metti a disposizione sempre più stimoli, facile accesso all’informazione, facile interazione e i nostri figli, lavorano sempre più velocemente le informazioni, gli stimoli legati alle nuove tecnologie. Questo, secondo alcuni dati scientifici, ci sta consentendo di sviluppare più velocemente il nostro Quoziente intellettivo.

Il problema è che è un alto quoziente intellettivo non è sempre accompagnato dalla felicità. non è sempre sinonimo di benessere psicologico.

Questa è una sensazione di piacere ma è sconcertante allo stesso tempo.

Cosa succede allora?

succede che ci stiamo adattando una società dell’informazione che allo stesso tempo ci chiude nella nostra zona di comfort e ci consente più facilmente di creare surrogati di felicità.

E’ qualcosa di contemporaneo che causa ansia e stress, per questo abbiamo dimenticato che essere felici comporta prendere delle decisioni.

Bisogna liberarsi dei vestiti stretti, allungare le braccia.

Abbiamo dimenticato che sfidare chi ti sottomette e uscire dalla porta principale è il modo migliore per creare la nostra strada.

Cosa ne dici di cominciare oggi stesso? Qual è  la cosa alla quale ti sei adattato, e cosa dovresti fare secondo te per uscirne ad essere felice?

Faccelo sapere tra i commenti, oppure leggi anche..

Le 10 Abitudini delle persone sempre infelici. Impara a riconoscerle dietro questi comportamenti

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Jessica è una studentessa e lavoratrice nel campo digital marketing, ha cominciato ad occuparsene quando ha capito che poteva trasformare il lavoro nella passione per il benessere, la crescita personale, il vivere quotidiano. E da allora non ho mai smesso di produrre qualsiasi guida utile, ad un miglioramento della qualità della vita.

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