Pasta, pane, cracker integrali. Una bufala dannosa alla salute e al portafoglio

integrali

Molti alimenti venduti come integrali in realtà non lo sono. Inoltre non sono affatto salutari, ma questi prodotti ingannevoli vengono venduti  senza ostacoli dalla legge, anche a  prezzi superiori alla norma. Vediamo dal nostro canto, come riconoscere un falso prodotto integrale.

Chi di voi non ha mai buttato l’occhio sullo scaffale del supermercato ai così prelibati prodotti integrali?

Possiamo partire dal pane, per arrivare alla pasta, ai biscotti, ai cracker, ai grissini e cosi via, ma vi siete mai chiesti che cosa significa davvero integrale?

Dieta e prodotto integrale

Prima di arrivare a questo, cercando di essere realisti con una piccola dose di malizia, possiamo sicuramente dire che si tratta di un bel business, considerando che il business della dieta è tanto vecchio quanto efficacemente remunerativo.

Sicuramente, come anche noi abbiamo specificato in altri articoli, il prodotto integrale, specialmente quello associato a pasta e pane, è il più ideale per una dieta sana ed equilibrata, perché in questo modo andremo ad evitare prodotti con quei processi di raffinazione tipici delle farine bianche, che tanto ci fanno male.

Fin qui non ci piove, ma questo accade quando parliamo di vero integrale, ma dietro l’industria alimentare tutto può accadere.

Aziende e prodotto integrale

I prodotti meno lavorati costano di più, quindi alle aziende, in parole povere, conviene sempre effettuare quei processi di raffinazione che consentono di produrre una quantità maggiore a costi inferiori.

Per motivazioni tecniche aziendali  inconfutabili, la maggior parte di questi prodotti è prodotta con farina raffinata industrialmente, la cosiddetta 00, a cui viene aggiunta una Crusca finemente rimacinata ,ossia il residuo della lavorazione di raffinazione.

Come riconoscere un falso integrale

Il falso pane integrale, ad esempio, che si trova in ogni supermercato ha un colore chiaro da farina raffinata al massimo,  il colorito è spezzato da punti scuri che è (la crusca riaggiunta).

D’altro canto, un autentico pane integrale,  ha un colore scuro e omogeneo, un sapore incomparabile.

Tale principio va associato anche nella scelta di altri prodotti farinacei come cracker, grissini e pasta.

Ovviamente più il prodotto è industriale più è consigliabile evitarlo, perchè difficilmente conterrà farina integrale al 100%

I danni alla salute

Il finto pane integrale, può avere effetti negativi sulla salute peggiori del pane totalmente  raffinato, questo è quanto commentato da Franco Berrino, un brillante oncologo studioso del rapporto tra alimentazione e tumori.

Se vuoi approfondire leggi anche qui..

Da dove viene il cancro? Anche da questi additivi alimentari. Gli alimenti che li contengono e come evitarli

Perché il falso integrale  è doppiamente dannoso?

Perché provoca la combinazione tra: l’indice glicemico troppo alto causato dalla farina  raffinata, e l’effetto dannoso della troppa Crusca.

Questa combinazione riduce l’assorbimento del ferro e del calcio ed è spesso inevitabile da parte delle aziende.

Perchè?

Perché si conserva indefinitamente, mentre la farina integrale dopo alcuni mesi è rancida, quindi  la conservazione è stata il grande vantaggio della farina raffinata.

Inoltre, rilascia nelle preparazioni culinarie, la morbidezza che tanto piace al consumatore, che in questo modo non deve “sforzarsi di stringere un po’ più la mascella”.

Cosa dice la legge

Da quanto abbiamo capito, aggiungere la crusca per avere una falsa farina integrale oltre che ingannevole, è poco salutare, ma la legge cosa dice a riguardo?

Secondo la  legge numero 187 del 9 febbraio 2001per definire una farina integrale, basta che essa abbia un tasso di ceneri e sali minerali inceneriti contenuto fra 1,30 e 1,70 su 100 parti di sostanza secca, oltre a un tasso minimo di proteine.

Possiamo appurare che la legge in questo caso, non sicura del metodo di produzione, cioè dell’inganno descritto, oltre dell’indice glicemico vero e della nostra salute.

  • . Occorrerebbe evitare i falsi prodotti integrali.
  • Occorrerebbe obbligare le indicazioni del metodo di produzione.
  • Come suggerito dal tanti nutrizionisti andrebbe indicato in etichetta l’indice glicemico, che è molto più basso nei “veri” prodotti integrali.

 

Perché non si fa nulla?

Perché produrre farina con una macinazione a pietra naturale è molto più costoso e di conseguenza è più costoso il prodotto finale al consumatore.

Fatto sta che, dal nostro canto possiamo tutelarci:

  • analizzando più attentamente l’etichetta, anche se a volte non basta,
  • non soffermandoci al titolo “prodotto integrale”,
  • analizzando il colorito del prodotto,
  • facendo test e paragoni tra un sospettato falso integrale e un prodotto integrale vero (che abbia le caratteristiche di colore precedentemente elencate), per capirne le differenze, anche  nella consistenza e nel sapore.
  • Informandosi nel miglior modo possibile.

 

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Jessica è una studentessa e lavoratrice nel campo digital marketing, ha cominciato ad occuparsene quando ha capito che poteva trasformare il lavoro nella passione per il benessere, la crescita personale, il vivere quotidiano. E da allora non ho mai smesso di produrre qualsiasi guida utile, ad un miglioramento della qualità della vita.

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